Come nasce una lesione da pressione

Una lesione da pressione è un danno localizzato della cute e dei tessuti sottostanti, generalmente in corrispondenza di una prominenza ossea o sotto un dispositivo medico. Il meccanismo principale è il carico prolungato, soprattutto quando si associa a forze di taglio.

Pressione e taglio sono i fattori meccanici direttamente coinvolti. Frizione, umidità e temperatura modificano invece la tolleranza della cute e dei tessuti, aumentando la vulnerabilità della persona assistita.

I fattori da distinguere

Pressione

Carico perpendicolare che comprime i tessuti tra una struttura ossea e la superficie di appoggio.

Forze di taglio

Scorrimento parallelo tra piani tissutali, frequente quando il corpo scivola sul letto o sulla seduta.

Frizione

Sfregamento della cute contro tessuti, lenzuola o dispositivi: può danneggiare gli strati superficiali e amplificare il taglio.

Microclima

Calore e umidità all’interfaccia cute-superficie influenzano macerazione, attrito e tolleranza dei tessuti.

Dal carico al danno tissutale

Il rischio dipende dall’intensità del carico, dalla sua durata e dalla capacità individuale dei tessuti di tollerarlo. Il danno può svilupparsi anche in profondità, prima che la cute mostri segni evidenti.

Ischemia locale

La compressione prolungata riduce perfusione, ossigeno e nutrienti disponibili.

Deformazione cellulare

Carichi elevati possono alterare direttamente cellule e strutture dei tessuti profondi.

Drenaggio ridotto

La pressione può ostacolare il flusso linfatico e la rimozione dei prodotti di scarto.

Riperfusione

Il ritorno del flusso dopo lo scarico può contribuire alla risposta infiammatoria locale.

Le sedi più esposte

Le aree cambiano con posizione, postura e dispositivi utilizzati. Devono essere osservate sistematicamente durante la valutazione della cute.

  • Posizione supina: occipite, scapole, gomiti, sacro-coccige e talloni.
  • Posizione laterale: orecchio, spalla, coste, trocantere, ginocchia e malleoli.
  • Posizione seduta: tuberosità ischiatiche, sacro, coccige e appoggi dei piedi.
  • Dispositivi medici: cute sotto maschere, cannule, tutori, cateteri, sensori e sistemi di fissaggio.

Fattori che riducono la tolleranza

Una persona che non percepisce il disagio o non riesce a modificare autonomamente la posizione rimane esposta più a lungo allo stesso carico.

Instabilità emodinamica, ridotta perfusione, edema, fragilità e insufficiente apporto nutrizionale possono diminuire la capacità dei tessuti di tollerare il carico.

Incontinenza, sudorazione, essudato e cute già danneggiata richiedono un piano specifico di protezione e gestione dell’umidità.

Forma, rigidità, tensione dei fissaggi e durata del contatto possono concentrare il carico in aree piccole e difficili da osservare.

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Contenuto informativo rivolto agli operatori sanitari. La valutazione delle lesioni e del rischio deve essere effettuata da personale qualificato secondo le procedure della struttura; questa pagina non sostituisce il giudizio clinico.

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Il sopralluogo consente di definire il fabbisogno di presidi, gli spazi per consegna e ritiro e le modalità operative, in relazione all’organizzazione della struttura e alle condizioni contrattuali.

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