Che cosa misura

La Scala di Braden è uno strumento di valutazione del rischio di lesione da pressione. Non misura la presenza di una lesione: stima la probabilità che si sviluppi, combinando i fattori che determinano intensità e durata della pressione con quelli che riducono la tolleranza dei tessuti.

Il punteggio complessivo si ottiene sommando sei sottoscale. Più il punteggio è basso, più il rischio è elevato: è l’inverso di quanto si aspetta chi la incontra per la prima volta.

Le sei sottoscale

Cinque sottoscale sono valutate su quattro livelli, la sesta su tre. Il minimo possibile è 6, il massimo 23.

Percezione sensoriale

Capacità di percepire e segnalare il disagio provocato dalla pressione.

Umidità

Grado di esposizione della cute a umidità persistente.

Attività

Livello di attività fisica della persona assistita.

Mobilità

Capacità di modificare e controllare la posizione del corpo.

Nutrizione

Valutazione dell’abituale apporto alimentare.

Frizione e scivolamento

Unica sottoscala valutata su tre livelli.

Sul modulo di valutazione

La Scala di Braden è uno strumento tutelato dal diritto d’autore. Qui ne descriviamo la struttura e l’interpretazione; il modulo compilabile con i descrittori completi di ciascun livello va reperito presso la fonte titolare o adottato secondo la procedura interna della struttura.

Le fasce di rischio

Le soglie più comunemente adottate nella pratica clinica italiana sono le seguenti. Vanno sempre lette insieme alla procedura interna della struttura, che può adottare cut-off differenti.

19–23

Nessun rischio rilevato

Rivalutazione secondo procedura interna.

15–18

Rischio basso

Prevenzione di base: mobilizzazione, cura della cute e superficie statica adeguata.

13–14

Rischio moderato

Ridistribuzione attiva della pressione e programma di mobilizzazione strutturato.

10–12

Rischio alto

Superficie dinamica a pressione alternata e rivalutazione ravvicinata.

≤ 9

Rischio altissimo

Superficie avanzata, valutazione del microclima e della necessità di terapia rotazionale.

Dal punteggio al presidio

La fascia di rischio indica il livello di tecnologia appropriato, non il singolo modello. La scelta finale tiene conto del quadro complessivo: presenza e stadio delle lesioni, peso e conformazione del paziente, necessità di manovre infermieristiche frequenti, gestione del microclima cutaneo, tipologia di letto e contesto di cura.

Limiti e buona pratica

Il punteggio è una fotografia: va ripetuto al variare delle condizioni cliniche, non soltanto all’ingresso.

Un punteggio rassicurante non esclude il rischio in presenza di fattori non rilevati dalla scala, per esempio dispositivi medici a contatto prolungato con la cute.

La valutazione documentata è parte del percorso assistenziale: annotare punteggio, data e presidio adottato.

Vedi il catalogo per livello di rischio ↗

Contenuto informativo rivolto agli operatori sanitari. Le soglie devono essere verificate rispetto alla procedura adottata dalla struttura; questa pagina non sostituisce il giudizio clinico.

Valutazione del servizio e sopralluogo

Il sopralluogo consente di definire il fabbisogno di presidi, gli spazi per consegna e ritiro e le modalità operative, in relazione all’organizzazione della struttura e alle condizioni contrattuali.

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